top of page
Cerca
  • mind20srl

Le 5 case più infestate d'Italia



Oggi è la giornata dei mostri, delle creature soprannaturali e dei fantasmi. E dato che siamo architetti non potevamo non parlare di case… infestate! Nell'immaginario collettivo, quando si parla di case infestate, pensiamo subito ai castelli della Scozia, o alle case in stile coloniale degli Stati Uniti, circondate da appezzamenti di terreni spogli, lugubri e spaventosi quanto l'edificio stesso.

Pochi sanno che anche il nostro Bel Paese vanta una serie di edifici spettrali e abitati da inquilini soprannaturali!

Sono 5 le case più infestate d'Italia, vediamole qui di seguito!


1. Castello di Montebello – Rimini



Il castello di Montebello, noto anche come castello di Guidi di Bagno, è un castello medievale situato nel territorio dell'antica signoria malatestiana di Rimini, arroccato su un colle alto 436 metri. Per tre secoli le vicende della rocca saranno decisamente influenzate da quelle dei Malatesta che la trasformarono da fortilizio in maestoso castello apparentemente inespugnabile. Furono completate, infatti, le mura di cinta, eretti nuovi torrioni, camminamenti di ronda e l'armeria. Del periodo medievale permangono il massiccio mastio, le prigioni feudali, i passaggi segreti, i trabocchetti difensivi, la solida cassaforte che gli invasori francesi tentarono vanamente di portare via alla fine del XVIII secolo. L'armeria, collocata fuori del complesso, è una costruzione rettangolare assai modificata nel Settecento.


Il fantasma di questo castello si chiama Azzurrina. La leggenda vuole che Guendalina, figlia di un feudatario di Montebello, fosse albina. Per camuffare questa caratteristica, ritenuta legata all’intervento diabolico, la madre le applicava tinture a base di erbe che pare le avessero colorato i capelli di azzurro. Da qui il soprannome di questa bimba che il 21 giugno 1375 scomparve misteriosamente nella ghiacciaia del castello. Ogni cinque anni però si sentono i pianti del fantasma di Azzurrina. “Nei documenti storici non esiste traccia di questa vicenda fino al 1989, anno in cui il castello riapre al pubblico”. Non solo riapre, ma diventa un’attrazione turistica significativa e quindi il dubbio che la storia sia stata creata ad arte potrebbe sorgere spontaneo.


2. Ca’ Dario – Venezia



Ca' Dario è un palazzo di Venezia, situato al civico 353 nel sestiere di Dorsoduro, che si affaccia direttamente sul Canal Grande. La slanciata e asimmetrica facciata sul Canal Grande, contraddistinta da una larghezza limitata di circa 10 metri, pende su un fianco a causa di un cedimento strutturale e presenta elementi di chiara matrice rinascimentale, in contrasto con le altre facciate che mantengono lo stile gotico allora ancora diffuso a Venezia. È completamente decorata con marmi policromi e pietra d'Istria, alternati in ottanta medaglioni circolari. Il piano terra presenta due monofore e un portale ad acqua, mentre ciascuno dei piani superiori è illuminato da una quadrifora e da una monofora.


Fu costruito nel 1479 come dote per la figlia dell’allora segretario del Senato della Repubblica di Venezia, Giovanni Dario. L’anagramma di una scritta della facciata rappresenterebbe una maledizione per chiunque abiti la casa. Secondo le storie sul palazzo i primi tre inquilini morirono tragicamente: la figlia di Dario si suicidò, il marito e il figlio vennero assassinati. Una fine analoga toccò a molti dei successivi proprietari (tra loro anche Kit Lambert, manager degli Who). Ma sono storie, per l’appunto, non verità, e “alcune delle persone oggetto di questi racconti in realtà non sono neanche mai entrate a Ca’ Dario”.


3. Abbazia di Thélema – Cefalù



A Cefalù sembra esserci una casa abitata nientepopodimeno che da Belzebù! Il signore delle tenebre deve apprezzare particolarmente il clima e la cucina palermitana, evidentemente. Questa struttura è diventata nota in quanto doveva ospitare l’abbazia di Thélema di Aleister Crowley, uno dei più celebri satanisti di sempre. “Dipinti i muri con immagini pornografiche, abolite le regole perbeniste (tutti potevano girare nudi), nella casa si svolgevano riti quotidiani di preghiere sataniche, sacrifici di animali e sesso estremo, spesso sotto l’effetto di droghe”. Una volta terminato questo esperimento di comune, iniziarono a circolare voci su presunti atti di cannibalismo e sacrifici umani che portarono all’espulsione di Crowley dal paese e la messa in vendita dell’edificio. Dal 2010 la casa, che nel frattempo è rimasta disabitata, è stata messa in vendita, ma a quanto pare nessun acquirente intende dividere le spese con il demonio.


4. Castello di Illasi – Verona



Il castello scaligero d'Illasi è un edificio medievale in pietra e laterizio posto a difesa dell'antico borgo di Illasi, in provincia di Verona. Il castello, a pianta quadrata di 10 metri di lato, è affiancato dal cassero, utilizzato dal corpo di guardia. Una cinta muraria delimita tutta la collina ed è caratterizzata da una sola apertura a meridione.


Il mistero di questo castello in provincia di Verona origina dal ritrovamento di uno scheletro dietro a una parete. “Secondo la leggenda un conte avrebbe murato la moglie fedifraga, il cui fantasma ha poi iniziato a infestare il castello. Ma le analisi sulle ossa hanno ricondotto il cadavere a un periodo decisamente successivo a quello dei nobili coniugi”. L’identità della persona finita murata viva non si conosce e questo contribuisce a infittire il mistero. “È proprio questa mancanza di certezze a rendere le leggende ancora più affascinanti”.


5. Colobraro – Basilicata



Non è una casa, ma bensì un intero paese maledetto, il comune di Colobraro in Basilicata. Più precisamente pare che questo paesello porti jella. Cosa colpisce in questa storia è che gli abitanti siano riusciti a trasformare questa nomea in una sorta di attrazione turistica. Ogni anno dal 2010, infatti, per tutto il mese di agosto viene organizzata una manifestazione in cui i cittadini “interpretano streghe, lupi mannari, fattucchiere, morti che parlano... Un’occasione per raccontare il folklore, ma anche per assaggiare i prodotti locali” conclude Polidoro.


5 visualizzazioni0 commenti

Comentarios


Post: Blog2_Post
bottom of page