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PEE e Prova di Evacuazione: la guida completa

Spesso il Datore di lavoro o il manager sottovaluta l'importanza di avere un Piano di emergenza in azienda e magari reputa superfluo far eseguire una Prova di Evacuazione ai propri dipendendi. Niente di più sbagliato e pericoloso per la salute pubblica!





Con questa guida intendiamo fornire un valido strumento ai Datori di lavoro, di facile utilizzo e con le risposte alle domande più frequenti che ci vengono poste durante i corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro.

  • Cos'è un Piano di emergenza?

  • Chi deve predisporlo?

  • Il PEE è obbligatorio?

  • Come si svolgono le prove di evacuazione?

  • Qual è il ruolo del datore di lavoro?

  • La prova di evacuazione è un obbligo per tutte le aziende?


Scopriamolo subito in questo articolo.


IL PIANO DI EVACUAZIONE

Cos'è il Piano di Emergenza ed Evacuazione?

Il Piano di Emergenza e di Evacuazione (P.E.E.) è il documento che contiene informazioni dettagliate riguardo ai comportamenti che i lavoratori devono tenere in caso di emergenza (rischio incendio, calamità naturale, ecc.), al fine di garantire sicurezza a tutti i presenti.


Cosa deve contenere un PEE?

Tale documento contiene un’accurata pianificazione delle operazioni da attuare in caso di emergenza (incendi, calamità naturali, atti criminosi, ecc.), al fine di consentire l’uscita ordinata dei lavoratori verso il luogo sicuro. In buona sostanza con informazioni chiare e di facile comprensione deve riportare:

  • i doveri del personale di servizio incaricato di svolgere specifiche mansioni con riferimento alla sicurezza antincendio, quali per esempio: telefonisti, custodi, capi reparto, addetti alla manutenzione, personale di sorveglianza;

  • i doveri del personale cui sono affidate particolari responsabilità in caso di incendio;

  • i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare;

  • le specifiche misure da porre in atto nei confronti dei lavoratori esposti a rischi particolari;

  • le specifiche misure per le aree ad elevato rischio di incendio;

  • le procedure per la chiamata dei Vigili del fuoco, per informarli al loro arrivo e per fornire la necessaria assistenza durante l'intervento;

  • Il PEE deve essere corredato di un registro di controllo delle evacuazioni eventualmente effettuate e delle riunioni di informazione e di coordinamento con altre attività presenti in azienda.

Sulla base delle prescrizioni sopra citate e all’esito della valutazione del rischio d’incendio, il datore di lavoro adotta le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio riportandole in un piano di emergenza elaborato in conformità ai criteri dell’allegato VIII del D.M. 10/03/98.


Il PEE è obbligatorio?

Si, il PEE (Piano di Emergenza ed Evacuazione) come previsto dal D.lgs 9 aprile 2008 n°81 e il DM 10 marzo 1998, è obbligatorio per le seguenti tipologie di azienda:

  • per attività produttive che occupano 10 o più dipendenti;

  • per aziende in cui si svolgono attività soggette al controllo dei Vigili del fuoco (DPR 151/2011);

  • Ad eccezione delle aziende di cui all'articolo 3, comma 2, del presente decreto, per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del piano di emergenza, ferma restando l'adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio.

Chi deve predisporre il Piano di Emergenza?

La normativa è molto chiara infatti l'articolo 5 del DM 10 marzo 1998 prevede che:

  • "All'esito della valutazione dei rischi d'incendio, il datore di lavoro adotta le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio riportandole in un piano di emergenza elaborato in conformità ai criteri di cui all'allegato VIII".


Validità del Piano di emergenza ed evacuazione

Il PEE così come il DVR va aggiornato ogni volta che vi siano cambiamenti o modifiche in azienda che alterino significativamente il livello di rischio rendendo inefficaci le procedure previste in precedenza. Passiamo adesso ad esaminare un altro aspetto molto delicato della gestione delle emergenze, la Prova di Evacuazione in azienda


LA PROVA DI EVACUAZIONE

La prova di evacuazione è la simulazione di uno stato di emergenza che potrebbe verificarsi in azienda. Detta anche prova di esodo, richiede che tutto il personale lasci i luoghi di lavoro in modo ordinato e seguendo uno specifico piano di emergenza.

Insomma, la prova di evacuazione è un' esercitazione che le aziende devono mettere in atto per prepararsi a emergenze di diverso tipo, come incendi, terremoti, atti di terrorismo o altro. Lo scopo è quello di insegnare a tutto il personale ad adottare le necessarie misure per abbandonare il luogo di lavoro e gestire un'eventuale situazione di emergenza.

Come si svolgono le prove di evacuazione? Qual è il ruolo del datore di lavoro? La prova di evacuazione è un obbligo per tutte le aziende? Continua a leggere.


La prova di evacuazione è obbligatoria?

Il D.M 10 03 98 (Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro) ha reso obbligatoria la prova di evacuazione. Enti pubblici, scuole, aziende private, insomma, tutte le organizzazioni devono, per loro sicurezza, simulare l'uscita ordinata dall'edifcio.

Molti lavoratori sottovalutano questa esercitazione, svolgendola in modo sommario, ma si tratta di un'attività da svolgere con serietà per imparare la gestione di una situazione di emergenza riducendo al minimo il rischio di infortunio.

Non solo: la prova di evacuazione consente di verificare l’efficacia delle procedure aziendali e quella del piano di emergenza. Nel caso in cui vi siano degli errori di valutazione da parte del datore di lavoro, essi emergono proprio durante la prova di evacuazione.

Nella maggior parte delle aziende ricorre l‘obbligo di redigere un piano di emergenza aziendale basato anche sul documento di valutazione dei rischi.


Il ruolo del datore di lavoro nella prova di evacuazione

Il D.Lgs. 81/08, Testo Unico sulla Sicurezza e Salute dei lavoratori, art 5, ha sottolineato che il datore di lavoro ha l'obbligo di adottare le misure per la gestione del rischio in caso di emergenza e per la tutela dei lavoratori in caso di grave e imminente pericolo, affinché possano abbandonare il posto di lavoro in sicurezza.

È sua responsabilità la redazione di un piano di emergenza aziendale, su cui si deve basare la prova di evacuazione.


Chi è coinvolto nell'organizzazione della prova di evacuazione

Ci sono delle figure professionali di riferimento coinvolte nell'organizzazione della prova di evacuazione:

  • i membri del servizio di prevenzione;

  • datore di lavoro (o datori di lavoro qualora ce ne fosse più di uno)

  • gli addetti antincendio;

  • RSPP;

  • gli addetti al primo soccorso;

  • squadra di emergenza;

  • il personale di segreteria e portineria;

  • gli addetti alla manutenzione degli impianti;

  • gli addetti alla vigilanza;

  • lavoratori e visitatori.

Tutte queste figure devono collaborare allo scopo di verificare l'efficienza delle procedure di gestione del pericolo.


Di cosa tenere conto quando si organizza una prova di evacuazione

Le prove di evacuazione devono essere organizzate a partire da alcuni dettagli:

  • intanto dalle dimensioni dell' edificio, che può essere grande o piccolo. Nei luoghi di lavoro di grandi dimensioni, gli addetti alla prova hanno l' obbligo di valutare le vie di uscita, individuare i punti di raccolta, la resistenza delle porte, la posizione dei dispositivi di allarme, come quella delle attrezzature di spegnimento e del loro funzionamento. Nel caso dei luoghi di lavoro di piccole dimensioni, è possibile mettere in atto un'esercitazione nelle aree del luogo di lavoro con il solo obiettivo di individuare le vie migliori per evacuare;

  • struttura dell'edificio, con conseguente registrazione della planimetria e degli spazi;

  • il documento di valutazione dei rischi, fondamentale per generare un piano di evacuazione dell' azienda con meno rischi possibili.

Come si svolge la prova di evacuazione

Fasi preliminari

La prova di evacuazione va svolta almeno una volta all'anno in quelle aziende in cui ricorre l'obbligo della redazione del piano di emergenza connesso con la valutazione dei rischi (art.5 D.Lgs 81/08).

Prima delle prove vere e proprie, avvengono una serie di incontri tra il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP) per discutere il piano di emergenza e affidare i compiti ad ogni figura coinvolta nella gestione dell'emergenza.

Il giorno stesso della prova di evacuazione avviene una breve riunione tra le stesse figure appena citate.


Esercitazione di emergenza sui luoghi di lavoro

La simulazione dell'emergenza si svolge in un momento definito della giornata e viene annunciata con un segnale, che può essere un allarme. In questa fase, di solito, si verifica il corretto funzionamento dei rilevatori di fumo e del sistema di segnalazione del principio dell'incendio. Si simula così anche la comunicazione tra i vari addetti all’emergenza che devono attuare il piano prestabilito.

Nel caso in cui non funzionassero i sistemi di comunicazione sui luoghi di lavoro, si procede con l'uso di segnalatori analogici. Questi funzionano anche quando non vi è corrente elettrica.

A questo punto, viene lanciato l'ordine di evacuazione, in tutto l'edificio o solo su un piano (l'allarme dato per esercitazione non deve essere segnalato ai vigili del fuoco). Su ognuno di questi, gli addetti coordinano la fase di esodo, verificando che tutti i dipendenti si allontanino dai luoghi di lavoro.

Durante questa fase, gli addetti devono preoccuparsi anche di gestire quelle persone che non possono abbandonare il piano, come i disabili. Essi vanno condotti in luoghi calmi e sicuri e devono essere sempre affiancati da un accompagnatore.

Gli addetti alle emergenze devono tenere conto di tutte le persone presenti al momento dell'esercitazione, anche dei visitatori. In questo senso, la comunicazione con la portineria è fondamentale in modo da non lasciare nessuno all'interno dell'edificio. Ultima fase dell'esodo è la simulazione di chiamata ai Vigili del Fuoco.

Una volta concluso l' esodo, il coordinatore dell'emergenza deve verificare che tutti siano stati evacuati. La verifica avviene presso il punto di raccolta individuato all’esterno dell’edificio. Solo se tutti i dipendenti e i visitatori sono presenti si può dichiarare conclusa la prova e si possono spegnere gli allarmi.


Il verbale

Alla fine dell'esercitazione, il coordinatore dell'emergenza deve compilare un verbale circa l'avvenuta effettuazione dell'esercitazione. Questo deve essere firmato dal RSPP, dai componenti la Squadra di Emergenza, dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e dal Datore di Lavoro.


Perché è importante provare l'evacuazione?

Molti lavoratori sottovalutano questa prova di evacuazione, ma in realtà è fondamentale. Una migliore gestione delle emergenze può fare la differenza tra la vita e la morte. Tutta la fase preliminare dell' esercitazione serve inoltre per verificare la presenza di vie di esodo efficaci, di misure organizzative e gestionali.

Un personale consapevole dei rischi in azienda e la redazione del piano di emergenza sono il connubio necessario per tutelare la sicurezza dei lavoratori e salvare vite umani a fronte di incendio, terremoti o attacchi terroristici.


Costo PEE e Prova di evacuazione

Sicuramente ti sarai chiesto quale sia il costo piano di emergenza ed evacuazione ma non è certo facile fare un preventivo senza conoscere bene l'azienda che ne necessita. Se desideri avere un preventivo contattaci!



Consulenza di un tecnico di Studio Mind 2.0

Con la sua esperienza pluridecennale, il team di Studio Mind 2.0 è in grado di fornire supporto tecnico per la redazione del PEE ed assistenza per la Prova di Evacuazione.







Fonte: soterikon.it





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